Pronto intervento contro la fascite plantare

Una forte fitta al tallone appena si appoggia il piede a terra dopo essere stati seduti per un po’ oppure al mattino appena imagesalzati. E’ come una stilettata che si trasforma in un dolore sordo man mano che si continua a camminare o a stare in piedi. E’ il sintomo della fascite plantare, l’infiammazione della fascia plantare, una striscia di tessuto molto simile a un tendine che parte dal tallone e attraversa tutta la pianta del piede, attaccandosi alla base delle ossa delle dita. La fascia plantare forma una specie di cuscinetto e ha la funzione di sostenere il piede, incurvandolo. All’altezza del tallone, è coperta da un cuscinetto di grasso che contribuisce ad assorbire gli shock che si generano quando si cammina.

Perché la fascia si infiamma

L’età, il sovrappeso, alcuni sport come l’aerobica e la corsa di resistenza, problemi di postura causati da un piede tropo arcuato o troppo piatto, lo stare in piedi molte ore al giorno, l’uso di scarpe inadatte (con tacchi troppo alti o senza un adeguato supporto plantare) possono causare la fascite plantare. Se non viene curata, la fascite può diventare cronica e ostacolare le normali attività della vita di ogni giorno, oltre che creare problemi ai piedi, alle ginocchia, alla schiena perché altera il modo di camminare.

Come curarla

  • Se camminate o correte molto, diminuite l’attività.
  • Se siete in sovrappeso, dimagrire può essere utile per diminuire il dolore al calcagno.
  • Se, per lavoro, dovete stare a lungo in piedi su una superficie dura senza potervi spostare, usate un poggiapiedi o un cuscinetto sl pavimento.
  • Abituatevi a usare regolarmente plantari in grado di assorbire l’impatto del piede sul terreno e di sostenerlo adeguatamente, rimettendo in assetto tutto il vostro corpo.

Allena gli addominali per stare meglio

Gli addominali sono muscoli importantissimi che vanno mantenuti tonici, images perché, oltre a fare da parete contenitiva per gli organi interni dell’addome, a permetterci di flettere, inclinare e ruotare il tronco e ad aiutare la meccanica della respirazione, fanno sì che manteniamo una corretta posizione della colonna vertebrale, evitandoci, se sono allenati, dolori alla zona lombosacrale, come lombosciatalgie, ernie al disco, discopatie.

Come allenarli

L’ideale è eseguire gli esercizi un giorno sì e un giorno no, per dare il tempo al muscolo di recuperare.

Si può iniziare con 10/15 ripetizioni per tre serie, aumentando il numero delle ripetizioni, man mano che la condizione muscolare migliora.

Il recupero tra una serie e l’altra può andare dai 2 minuti per chi inizia ai 45 secondi per chi è allenato.

Quali esercizi

Ce ne sono moltissimi, alcuni davvero molto semplici, che tutti possono eseguire anche a casa. Un esempio? Sdraiati su un tappetino, con le gambe flesse, i piedi puntati a terra e le mani dietro la nuca, si solleva il busto (non occorre portarlo ad angolo retto rispetto al pavimento).

Ecco un link per imparare gli esercizi più efficaci.

https://www.youtube.com/watch?v=Xjeo_pUf65s

Benefici per la postura

Una muscolatura addominale e lombare tonica aiuta la colonna vertebrale e ci permette di mantenere una posizione corretta. Un ulteriore aiuto viene dall’uso costante di plantari che riportano in asse il nostro corpo e rendono più leggero il lavoro di sostengo svolto dai nostri piedi.

Proteggi i tuoi denti così

Denti sani uguale denti belli. Non c’è dubbio. E a insidiare la salute della nostra dentatura possono contribuire anche abitudini di cui quasi non ci rendiamo conto, ma che rischiano di rovinare smalto e integrità dei nostri denti.

Eccole:

1) Mordicchiare oggetti – Dalle unghie, al cappuccio della penna, alle stanghette degli occhiali… Lo facciamo tutti, senza pensare che in questo modo contribuiamo all’usura dentale. Basta mezz’ora al giorno… images

2) Lo spuntino notturno – Capita di svegliarsi nel cuore della notte e alzarsi per bere, ma anche per mangiucchiare: un biscotto, un avanzo della cena, frutta… Raramente si pensa a lavarsi i denti prima di tornare a letto e già questo è uno sbaglio, ma un recente studio rivela che di notte produciamo meno saliva che quindi non riesce a rimuovere i residui di cibo dai denti, favorendo la proliferazione di germi e batteri e quindi l’insorgere di carie.

3) Un piercing in bocca – Piccoli anelli o pallini inseriti nella lingua o nelle labbra, vengono in continuo contatto con i denti, aumentando il rischio di usura dello smalto e indebolendo quindi i denti stessi.

4) Un’igiene orale troppo veloce – Spazzolino e dentifricio vanno usati per almeno 2 minuti. Invece, secondo le statistiche, il tempo medio di lavaggio dei denti per gli italiani è di 46 secondi. Troppo poco, per assicurare la giusta protezione contro carie, gengiviti e parodontiti. 

5) Cibi acidi – Agrumi e fragole e tutti i cibi acidi rendono temporaneamente più debole lo smalto dei denti e col tempo questo fenomeno porta a un significativo deterioramento della superficie del dente, specie quando è combinato con l’azione meccanica esercitata dallo spazzolino. Si può rimediare, evitando di lavarsi i denti immediatamente dopo aver mangiato questo tipo di frutta, ma attendere almeno un’ora, usando un dentifricio a basso indice di abrasione, pH neutro e con un’alta percentuale di fluoro.
6) Succhi di frutta e bevande dolci e gassate – Diversi studi confermano che lo zucchero e l’azione dell’anidride carbonica danneggiano i denti, erodendone le difese. Soprattutto nei bambini, ma anche negli adulti. Chi non riesce a farne a meno, dovrebbe cercare di bere velocemente, a piccoli sorsi (meglio se con cannuccia) e senza tenere la bibita in bocca troppo a lungo.
7) Spazzolini troppo duri – Lo sfregamento continuo con setole troppo dure causa problemi allo smalto e, a lungo andare, indebolisce i denti privandoli della loro prima protezione naturale.
Per questo, oltre a eliminare le abitudini potenzialmente dannose, è importante scegliere uno spazzolino studiato per prendersi cura in modo ottimale della salute dei nostri denti, come Nacré, distribuito da Bénfil. Con le sue setole dalle punte arrotondate, infatti, non graffia lo smalto e con la sua forma permette di raggiungere e pulire la superficie di tutta la dentatura.
Nacré, inoltre, assicura una efficace rimozione della placca e una continua azione sbiancante grazie al carbonato di calcio contenuto proprio nelle setole.

Denti puliti, cuore sano

Denti e cuore: c’è una relazione fra salute della bocca e malattie cardiovascolari? Sembra di sì. cuore

Da studi recenti, risulta, infatti, una maggiore incidenza di malattie cardiache in quei pazienti che presentano patologie dentarie.

Due esempi: l’osso alveolare che perde quantità e non è più in grado di sostenere i denti potrebbe portare a infezioni che, attraverso il sangue, posso arrivare al cuore. Il sanguinamento continuo delle gengive e il mal di denti, inoltre, causa un restringimento dei vasi e soprattutto delle coronarie: la conseguenza è l’aumento della pressione e quindi un rischio per il cuore.

Nel caso delle infezioni si deve aggiungere che a farne le spese è in special modo la parete interna del cuore. I recettori principali dei germi sono le valvole cardiache. Se esiste già un difetto il rischio è maggiore. Per tale motivo, chiunque è già sottoposto a controlli medici a causa di problematiche in corso, dovrebbe prendere la sana abitudine di effettuare anche visite periodiche dal dentista.

La pulizia quotidiana dei denti si dimostra indispensabile una volta di più. Lavarsi i denti dopo ogni pasto principale, usare un colluttorio per disinfettare la bocca, adoperare il filo interdentale almeno una volta al giorno ed effettuare una pulizia professionale periodica possono essere per qualcuno veri e propri strumenti preventivi salvavita.

L’ideale è usare uno spazzolino come Nacré, distribuito da Bénfil. Oltre ad assicurare un effetto sbiancante giorno dopo giorno, garantisce una pulizia accurata grazie alle setole arrotondate che per di più evitano lesioni allo smalto dei denti e alle gengive.

Una corretta igiene orale

Pulire bene i denti è fondamentale per evitare problemi e per mantenerli sani. Ecco le regole da seguire. I denti vanno lavati tre Denti-bianchi-586x379volte al giorno. Non pulire contemporaneamente tutte e due le arcate dentali, ma una alla volta. Il movimento giusto non è in orizzontale, ma in verticale. Si parte dal bordo della gengiva e con lo spazzolino inclinato a 45 gradi lo si fa ruotare dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e dal basso verso l’alto per l’arcata inferiore. Solamente in questo modo, è possibile eliminare i residui di cibo senza irritare le gengive e senza rovinare lo smalto dei denti.   E’ importante naturalmente scegliere lo spazzolino giusto. Lo spazzolino Nacré, distribuito da Bénfil, con le sue setole arrotondate e al carbonato di calcio, assicura un’igiene orale perfetta, protegge lo smalto dei denti e li rende più bianchi, giorno dopo giorno. Usarlo costantemente e regolarmente significa prolungare gli effetti della pulizia dentale eseguita nello studio del dentista.

Miglioriamo la postura

Perché è importante una postura corretta? Perché solo una postura corretta consente:

  • il miglioramento e la prevenzione di tutti i dolori fisici reumatici acuti e cronici;
  • il recupero e la prevenzione ortopedica da qualsivoglia problema o evento traumatico muscolare, osseo e articolare;
  • l’aumento di mobilità, agilità e resistenza fisica della persona durante la giornata;
  • l’incremento del livello prestazionale dello sportivo sia amatoriale che agonistico / professionista. images

Per raggiungere questo obiettivo ecco quali sono le strategie necessarie:

  • l’attenzione dei genitori alla postura dei figli. Quanto più il bambino viene corretto tempestivamente tanto migliori saranno i risultati;
  • la scelta di un ottimo letto. Un terzo della nostra vita lo trascorriamo a letto e ciò consente di ottenere validi adattamenti anche a un adulto. I migliori materassi sono quelli in lattice a densità variabile in funzione dei pesi delle zone del nostro corpo;
  • per tutti i sedentari può essere utile imparare la corretta posizione da seduti; fondamentale è l’uso di sedie (poltrone) ergonomiche, imparando a sedersi in fondo alla sedia, appoggiandosi allo schienale;
  • mantenere un certo tono muscolare, flessibilità e elasticità, sia con esercizi (stretching e potenziamento), attività (yoga) e sport specifici (quelli non ripetitivi sono ottimali, calcio, basket ecc.). È importante scegliere l’attività che piace di più e svolgerla in modo moderato.

Ma dato che una parte significativa della nostra vita la passiamo camminando o restando in piedi, l’uso di plantari si rivela indispensabile per assicurare ai nostri piedi un appoggio corretto che a sua volta si riflette sulla nostra postura. Solo in questo modo saremo sicuri di fare davvero tutto il necessario per raggiungere l’obiettivo di una postura quanto più ideale possibile.

Partiamo dai piedi

Spesso li trascuriamo. Eppure i piedi sono fondamentali per il nostro benessere. Tanto che sono obiettivo di una particolare tecnica, la riflessologia plantare, che ha origini antiche: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina e in India nel 5000 a.C., dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell’organismo (agopunturadigitopressioneshiatsu).

La Riflessologia Plantare è una tecnica di massaggio applicata principalmente sui piedi. Si basa sulla credenza che sui piedi e sulle mani si trovino riflessi tutti gli organi, le ghiandole, e le parti del corpo. Secondo i suoi sostenitori, applicando il massaggio riflessologico si potrebbe avere un effetto o influire sull’organo corrispondente al riflesso stimolato. images-4

Ecco i principali effetti della riflessologia.

  • Stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa avrebbe quindi il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato.
  • Liberazione di ormoni, fondata sulla scoperta del controllo del cervello sull’apparato endocrino. Secondo la teoria della riflessologia è sufficiente massaggiare le zone riflesse doloranti, per stimolare il cervello a liberare ormoni cerebrali, quali l’endorfina, con conseguente azione terapeutica.
  • Stimolazione del sistema linfatico, favorita dalla pressione di alcuni punti riflessi che attuerebbe l’accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l’organismo.
  • Stimolazione del sistema sanguigno, avente lo scopo di migliorare la circolazione e diminuire la presenza di scorie.
  • Potenziale elettrico, che si creerebbe tra varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia, i punti riflessi sono paragonabili agli interruttori mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori e quindi agendo sugli interruttori si riattiverebbe la circolazione elettrica.
  • Influenze psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste sulla origine dei disturbi fisici.

Plantari: le domande frequenti

I plantari si possono portare con ogni tipo di scarpa?

I plantari sono studiati appositamente per adattarsi a qualsiasi tipo di calzatura, perché si inseriscono senza problemi nelle calzature. Unknown

Ma riducono la calzata?

No, semplicemente sostituiscono il volume della soletta che era presente nella calzatura.

I plantari sono lavabili?

Sono lavabili in acqua fredda corrente e sapone neutro e vanno asciugati lontano da fonti di calore.

Quanto durano?

La media di utilizzo rilevata è superiore a un anno.

Guerra alla cellulite

La cellulite, il nemico numero uno della bellezza e del benessere di molte donne, in realtà è una patologia vera e propria; il nome “tecnico” è Dermo-ipodermo-panniculopatia-edemato-fibro-sclerotica. Si tratta di un’alterazione che interessa il pannicolo adiposo, con caratteristiche edematose ( accumulo di liquidi al di fuori dei vasi), di fibrosi (aumento delle fibre reticolari) e di sclerosi ( aumento fibre elastiche e tessuto cicatriziale). DownloadedFile

In pratica i vasi non sono in grado di portare sangue ossigenato ai tessuti e di ripulirli dalle sostanze tossiche: ne deriva una sofferenza progressiva delle cellule e una modificazione dei tessuti che perdono le caratteristiche di elasticità e trofismo.

Il risultato? La caratteristica e antiestetica pelle a buccia d’arancia, ma anche rigonfiamenti che a volte risultano anche dolenti al tatto.

Come si combatte la cellulite? Sicuramente, il lavoro in palestra eseguito con regolarità può aiutare a migliorare quei fattori che possono favorire o aggravare la cellulite. E quindi va rinforzata la muscolatura, delle gambe, dei glutei,  addominale.

Ma è molto importante anche andare a correggere i difetti dell’appoggio plantare.

Oggi, infatti, si sottolinea come la prevenzione della cellulite parte proprio dal piede. Il buon funzionamento dinamico del piede costituisce il segreto più importante del sistema linfo – venoso degli arti inferiori.

L’uso costante di plantari aiuta la circolazione e aiuta quindi a prevenire o a combattere la cellulite.

Postura corretta: cosa significa?

Sentiamo sempre parlare di postura corretta. Ma che cosa si intende con questo termine? La corretta postura altro non è che la posizione più idonea che il nostro corpo occupa nello spazio per attuare le proprie funzioni con il minor dispendio energetico sia in movimento che in stazionamento.

Un italiano su quattro soffre di problemi posturali che causano mal
di 8668739-giovane-donna-sottile-ha-mal-di-schiena schiena, torcicollo, dolori alle ginocchia e ai talloni. La colpa è soprattutto dello stile di vita contemporaneo, troppo sedentario, sia nel lavoro sia  nella vita sociale, con ore passate davanti al computer, per dovere o per svago.

Le abitudini posturali scorrette nel tempo finiscono per determinare lo sbilanciamento dell’assetto fisiologico del corpo, con assunzione di posizioni compensatorie che peggiorano ulteriormente lo scompenso iniziale. Per prevenire e ridurre al minimo le sollecitazioni è fondamentale, prima di tutto, camminare correttamente.

Camminare sembra facile, ma è il frutto di migliaia di anni di evoluzione che hanno reso i nostri piedi perfetti allo scopo. Molte persone, per esempio, tendono a camminare poggiando i piedi verso l’interno: con il passare del tempo questa iperpronazione può appiattire l’arcata plantare e disallineare le articolazioni.