Pronto intervento contro la fascite plantare

Una forte fitta al tallone appena si appoggia il piede a terra dopo essere stati seduti per un po’ oppure al mattino appena imagesalzati. E’ come una stilettata che si trasforma in un dolore sordo man mano che si continua a camminare o a stare in piedi. E’ il sintomo della fascite plantare, l’infiammazione della fascia plantare, una striscia di tessuto molto simile a un tendine che parte dal tallone e attraversa tutta la pianta del piede, attaccandosi alla base delle ossa delle dita. La fascia plantare forma una specie di cuscinetto e ha la funzione di sostenere il piede, incurvandolo. All’altezza del tallone, è coperta da un cuscinetto di grasso che contribuisce ad assorbire gli shock che si generano quando si cammina.

Perché la fascia si infiamma

L’età, il sovrappeso, alcuni sport come l’aerobica e la corsa di resistenza, problemi di postura causati da un piede tropo arcuato o troppo piatto, lo stare in piedi molte ore al giorno, l’uso di scarpe inadatte (con tacchi troppo alti o senza un adeguato supporto plantare) possono causare la fascite plantare. Se non viene curata, la fascite può diventare cronica e ostacolare le normali attività della vita di ogni giorno, oltre che creare problemi ai piedi, alle ginocchia, alla schiena perché altera il modo di camminare.

Come curarla

  • Se camminate o correte molto, diminuite l’attività.
  • Se siete in sovrappeso, dimagrire può essere utile per diminuire il dolore al calcagno.
  • Se, per lavoro, dovete stare a lungo in piedi su una superficie dura senza potervi spostare, usate un poggiapiedi o un cuscinetto sl pavimento.
  • Abituatevi a usare regolarmente plantari adatti, come i plantari attivi Bionaif, in grado di assorbire l’impatto del piede sul terreno e di sostenerlo adeguatamente, rimettendo in assetto tutto il vostro corpo.

 

I cibi che fanno bene ai denti

Sappiamo tutti molto bene che cosa non dovremmo mangiare se ci teniamo alla salute dei nostri denti: dolci, caramelle, zuccheri in generale.

Ma esistono cibi che invece ai denti fanno bene.

Sedano, carote, finocchi e mele, grazie all’alto contenuto di fibre, aiutano a pulire i denti e inoltre massaggiano le gengive durante la masticazione. cibidenti1

Un altro frutto da consumare spesso è il mirtillo. Secondo recenti studi, il mirtillo rilascia antiossidanti che combattono i batteri responsabili della carie. Anche la vitamina C è preziosa per la nostra bocca: agrumi e Kiwi rivitalizzano le gengive.

latticini nutrono i denti perché ricchi di calcio e vitamina D, ma gli zuccheri naturali contenuti nel lattosio possono favorire lo sviluppo della carie e quindi la pulizia dei denti deve essere immediata.

Le verdure a foglia verde sono un toccasana per i denti perché contengono calcio e fosforo, mentre masticare menta regala un alito fresco a lungo. 

Le fragole sono ottime per i denti perché contengono xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili dell’alitosi.

Il tè verde fa bene ai denti e alle gengive in generale, perché aiuta a prevenire la carie per la sua azione benefica contro i batteri che possono causare problemi dentali. Anche il tè nero, con il suo contenuto di flavonoidi, previene la proliferazione dei batteri dannosi e inoltre le foglie contengono fluoro.

Inutile dire che è sempre necessario, qualsiasi cosa si mangi, spazzolare i denti subito dopo, meglio se con uno spazzolino come Nacré che garantisce una pulizia accurata e una graduale azione sbiancante.

Allena gli addominali per stare meglio

Gli addominali sono muscoli importantissimi che vanno mantenuti tonici, images perché, oltre a fare da parete contenitiva per gli organi interni dell’addome, a permetterci di flettere, inclinare e ruotare il tronco e ad aiutare la meccanica della respirazione, fanno sì che manteniamo una corretta posizione della colonna vertebrale, evitandoci, se sono allenati, dolori alla zona lombosacrale, come lombosciatalgie, ernie al disco, discopatie.

Come allenarli

L’ideale è eseguire gli esercizi un giorno sì e un giorno no, per dare il tempo al muscolo di recuperare.

Si può iniziare con 10/15 ripetizioni per tre serie, aumentando il numero delle ripetizioni, man mano che la condizione muscolare migliora.

Il recupero tra una serie e l’altra può andare dai 2 minuti per chi inizia ai 45 secondi per chi è allenato.

Quali esercizi

Ce ne sono moltissimi, alcuni davvero molto semplici, che tutti possono eseguire anche a casa. Un esempio? Sdraiati su un tappetino, con le gambe flesse, i piedi puntati a terra e le mani dietro la nuca, si solleva il busto (non occorre portarlo ad angolo retto rispetto al pavimento).

Ecco un link per imparare gli esercizi più efficaci.

https://www.youtube.com/watch?v=Xjeo_pUf65s

Benefici per la postura

Una muscolatura addominale e lombare tonica aiuta la colonna vertebrale e ci permette di mantenere una posizione corretta. Un ulteriore aiuto viene dall’uso costante di plantari attivi come i plantari Bionaif che riportano in asse il nostro corpo e rendono più leggero il lavoro di sostengo svolto dai nostri piedi.

Proteggi i tuoi denti così

Denti sani uguale denti belli. Non c’è dubbio. E a insidiare la salute della nostra dentatura possono contribuire anche abitudini di cui quasi non ci rendiamo conto, ma che rischiano di rovinare smalto e integrità dei nostri denti.

Eccole:

1) Mordicchiare oggetti – Dalle unghie, al cappuccio della penna, alle stanghette degli occhiali… Lo facciamo tutti, senza pensare che in questo modo contribuiamo all’usura dentale. Basta mezz’ora al giorno… images

2) Lo spuntino notturno – Capita di svegliarsi nel cuore della notte e alzarsi per bere, ma anche per mangiucchiare: un biscotto, un avanzo della cena, frutta… Raramente si pensa a lavarsi i denti prima di tornare a letto e già questo è uno sbaglio, ma un recente studio rivela che di notte produciamo meno saliva che quindi non riesce a rimuovere i residui di cibo dai denti, favorendo la proliferazione di germi e batteri e quindi l’insorgere di carie.

3) Un piercing in bocca – Piccoli anelli o pallini inseriti nella lingua o nelle labbra, vengono in continuo contatto con i denti, aumentando il rischio di usura dello smalto e indebolendo quindi i denti stessi.

4) Un’igiene orale troppo veloce – Spazzolino e dentifricio vanno usati per almeno 2 minuti. Invece, secondo le statistiche, il tempo medio di lavaggio dei denti per gli italiani è di 46 secondi. Troppo poco, per assicurare la giusta protezione contro carie, gengiviti e parodontiti. 

5) Cibi acidi – Agrumi e fragole e tutti i cibi acidi rendono temporaneamente più debole lo smalto dei denti e col tempo questo fenomeno porta a un significativo deterioramento della superficie del dente, specie quando è combinato con l’azione meccanica esercitata dallo spazzolino. Si può rimediare, evitando di lavarsi i denti immediatamente dopo aver mangiato questo tipo di frutta, ma attendere almeno un’ora, usando un dentifricio a basso indice di abrasione, pH neutro e con un’alta percentuale di fluoro.
6) Succhi di frutta e bevande dolci e gassate – Diversi studi confermano che lo zucchero e l’azione dell’anidride carbonica danneggiano i denti, erodendone le difese. Soprattutto nei bambini, ma anche negli adulti. Chi non riesce a farne a meno, dovrebbe cercare di bere velocemente, a piccoli sorsi (meglio se con cannuccia) e senza tenere la bibita in bocca troppo a lungo.
7) Spazzolini troppo duri – Lo sfregamento continuo con setole troppo dure causa problemi allo smalto e, a lungo andare, indebolisce i denti privandoli della loro prima protezione naturale.
Per questo, oltre a eliminare le abitudini potenzialmente dannose, è importante scegliere uno spazzolino studiato per prendersi cura in modo ottimale della salute dei nostri denti, come Nacré, distribuito da Bénfil. Con le sue setole dalle punte arrotondate, infatti, non graffia lo smalto e con la sua forma permette di raggiungere e pulire la superficie di tutta la dentatura.
Nacré, inoltre, assicura una efficace rimozione della placca e una continua azione sbiancante grazie al carbonato di calcio contenuto proprio nelle setole.

Buonumore assicurato, se la postura è corretta

Una postura tonica e una camminata energica fanno bene all’umore e possono ridurre il “peso” di depressione e nervosismo. Lo conferma uno studio della San Francisco State University che ha evidenziato il rapporto, spesso sottovalutato, tra postura e sfera psicologica. Acquistare o riacquistare un modo di camminare vitale, spiegano gli esperti, rinforza anche la percezione di sé e regala una visione della vita più positiva.   images-1

 Se quando si è depressi si tende a guardare in basso e a camminare con la schiena curva, quasi cercando di nascondere il proprio stato a tutti, questo è perché il legame è più stretto di quanto si pensi, affermano i ricercatori americani guidati da Erik Peper che sulla rivistaBiofeedback hanno pubblicato i risultati di un esperimento interessante.  I ricercatori hanno “arruolato” un gruppo di 110 volontari invitati a camminare lungo un corridoio in due modi diversi: prima dovevano percorrerlo assumendo una postura “abbandonata”, poi con piccoli saltelli. In seguito, sono stati sottoposti ad alcuni test per misurare i livelli di energia. Quando la misurazione era effettuata dopo aver tenuto un’andatura “rilassata” gli indici energetici erano più bassi, crescevano invece in maniera significativa se la misurazione avveniva dopo la camminata “saltellante”. Una prova, commentano i ricercatori, “che cervello e corpo sono in un rapporto bidirezionale”, influenzandosi a vicenda e che “quando si sceglie di assumere una postura corretta è più difficile cadere in depressione”.

Per una buona salute psicofisica serve un lavoro sui piedi, sulla relazione col suolo, sugli appoggi, sulla sensorialità e sull’integrazione delle funzioni propriocettive.

Un valido supporto per correggere la propria postura e per aiutarci a camminare in modo più rilassato è rappresentato dall’uso costante dei plantari attivi Bionaif, che aiutano a tenersi in assetto e scaricano in modo ottimale il peso.

 

Denti puliti, cuore sano

Denti e cuore: c’è una relazione fra salute della bocca e malattie cardiovascolari? Sembra di sì. cuore

Da studi recenti, risulta, infatti, una maggiore incidenza di malattie cardiache in quei pazienti che presentano patologie dentarie.

Due esempi: l’osso alveolare che perde quantità e non è più in grado di sostenere i denti potrebbe portare a infezioni che, attraverso il sangue, posso arrivare al cuore. Il sanguinamento continuo delle gengive e il mal di denti, inoltre, causa un restringimento dei vasi e soprattutto delle coronarie: la conseguenza è l’aumento della pressione e quindi un rischio per il cuore.

Nel caso delle infezioni si deve aggiungere che a farne le spese è in special modo la parete interna del cuore. I recettori principali dei germi sono le valvole cardiache. Se esiste già un difetto il rischio è maggiore. Per tale motivo, chiunque è già sottoposto a controlli medici a causa di problematiche in corso, dovrebbe prendere la sana abitudine di effettuare anche visite periodiche dal dentista.

La pulizia quotidiana dei denti si dimostra indispensabile una volta di più. Lavarsi i denti dopo ogni pasto principale, usare un colluttorio per disinfettare la bocca, adoperare il filo interdentale almeno una volta al giorno ed effettuare una pulizia professionale periodica possono essere per qualcuno veri e propri strumenti preventivi salvavita.

L’ideale è usare uno spazzolino come Nacré, distribuito da Bénfil. Oltre ad assicurare un effetto sbiancante giorno dopo giorno, garantisce una pulizia accurata grazie alle setole arrotondate che per di più evitano lesioni allo smalto dei denti e alle gengive.

Combatti la presbiopia con gli occhiali stenopeici

imagesCompare verso i 45-50 anni e costringe ad allontanare sempre più il libro o il giornale che vogliamo leggere e a usare, quindi, gli occhiali per “vedere da vicino”. Un bambino mette a fuoco a 7 centimetri di distanza, un giovane adulto a 10-14 centimetri, mentre una persona di 60 anni a un metro. Chi non ha mai avuto difetti visivi comincia a diventare presbite verso i 45 anni, chi è ipermetrope un po’ prima, chi è miope un po’ dopo.

Le cause

Il difetto visivo della presbiopia deriva dal fatto che il cristallino continua a crescere per tutta la vita con un ritmo di 0.02 millimetri l’anno, mentre la stessa cosa non accade per la sclera (che riveste il globo oculare). Il meccanismo di messa a fuoco dell’occhio si blocca per mancanza di spazio: il cristallino non riesce più a modificare la sua forma, perdendo quindi a poco a poco la capacità di mettere a fuoco gli oggetti da vicino. Un’altra causa è anche il progressivo irrigidimento, con gli anni, del muscolo ciliare, i cui movimenti influiscono sulla curvatura del cristallino.

I sintomi

Il sintomo principale della presbiopia è la difficoltà nella visione da vicino. Questa difficoltà è maggiore se l’illuminazione è scarsa e se i caratteri di stampa sono molto piccoli. Diventa necessario allontanare sempre più il foglio, per poter leggere e aumenta la stanchezza visiva.

I rimedi

La maggior parte delle persone, appena si accorge di non vedere più bene da vicino, fa ricorso agli appositi occhiali per la presbiopia che progressivamente aumentano di grado, man mano che la presbiopia si aggrava. Altri ricorrono al laser, ma l’operazione risolve il problema per qualche anno, poi con l’età fatalmente il problema si ripropone.

Gli occhiali stenopeici

La soluzione più naturale è quella di allenare il muscolo ciliare per contrastarne l’irrigidimento e favorire così le sue funzioni.

Ideali, per questo, gli occhiali stenopeici distribuiti da Bénfil. Sono occhiali che al posto delle lenti hanno griglie in plastica con piccoli fori conici o piramidali che permettono di vedere, ma obbligano gli occhi a fare micromovimenti per rimettere a fuoco l’immagine, mantenendoli rilassati. In questo modo, i muscoli oculari sono costretti a fare ginnastica! Vanno portati con gradualità (e mai in movimento o mentre si guida): 5-10 minuti per arrivare a 1-2 ore.

In questo modo, si allontana l’insorgere della presbiopia, se si inizia a usarli quando la vista è ancora buona, o la si attenua, se è già presente.

 

Una corretta igiene orale

Pulire bene i denti è fondamentale per evitare problemi e per mantenerli sani. Ecco le regole da seguire. I denti vanno lavati tre Denti-bianchi-586x379volte al giorno. Non pulire contemporaneamente tutte e due le arcate dentali, ma una alla volta. Il movimento giusto non è in orizzontale, ma in verticale. Si parte dal bordo della gengiva e con lo spazzolino inclinato a 45 gradi lo si fa ruotare dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e dal basso verso l’alto per l’arcata inferiore. Solamente in questo modo, è possibile eliminare i residui di cibo senza irritare le gengive e senza rovinare lo smalto dei denti.   E’ importante naturalmente scegliere lo spazzolino giusto. Lo spazzolino Nacré, distribuito da Bénfil, con le sue setole arrotondate e al carbonato di calcio, assicura un’igiene orale perfetta, protegge lo smalto dei denti e li rende più bianchi, giorno dopo giorno. Usarlo costantemente e regolarmente significa prolungare gli effetti della pulizia dentale eseguita nello studio del dentista.

Plantare o soletta?

La differenza fra un plantare e una soletta è fondamentale e si può riassumere in due aggettivi: la soletta è inerte, il plantare è attivo.

Cosa significa? La soletta si limita a creare uno spessore fra il piede e la scarpa.

Il plantare, invece, “dialoga” con il piede e di conseguenza con l’intero plantare-ortopedico-correttivo1-300x224organismo, perché reagisce al peso del corpo, riequilibrandolo sulla superficie del piede. Inoltre, grazie alla sua conformazione, aiuta la circolazione venosa a ritornare verso il cuore.

Il plantare attivo Bionaif, distribuito da Bénfil, costruito con materiali speciali, è in grado di redistribuire il carico corporeo, migliorando la postura.

Plantari e occhiali: l’interesse è tanto!

Molto interesse e tanta ricettività (soprattutto da parte delle donne, forse più abituate a curare il proprio benessere). Questo l’atteggiamento nei confronti dei plantari attivi Bionaif e degli occhiali stenopeici durante i tre appuntamenti con Bénfil che si sono tenuti il 27, il 28 e il 30 gennaio rispettivamente nelle farmacie Planfarm di Breganzona,  Nuova Europa di Lugano e Santa Chiara di Vacallo. foto 1

I plantari attivi Bionaif sono stati provati e scelti senza esitazione da alcune infermiere. “Il nostro lavoro ci costringe a stare in piedi per molte ore al giorno” hanno detto. “Per noi, quindi, è fondamentale che il piede conservi una posizione corretta: solo in questo modo evitiamo di sovraccaricare le articolazioni e ci risparmiamo dolori vari”.

Ed è esattamente questa la funzione benefica dei plantari attivi Bionaif: favorendo una posizione corretta del piede, aiutano ad assumere una postura corretta ed evitano l’insorgere di dolori di schiena e di usura delle articolazioni.

Inoltre, il leggero rigonfiamento presente della parte centrale dei plantari attivi Bionaif favorisce il ritorno della circolazione venosa.

Il fatto, poi, di poterli indossare con tutte le scarpe, dalle più sportive alle più eleganti, dalle ballerine alle tacco 12, li rende ancora più preziosi per tutte le donne.

Non è mancato qualche dubbio. “Li ho provati e ho avvertito un leggero fastidio” ha osservato qualcuno.

Quando il piede è abituato a tenere una posizione falsa, è normale che si provi fastidio nel momento in cui il piede è “costretto” dal plantare a tenere una posizione corretta. In questo caso, è solo questione di abitudine. E’ necessario reimpostare il corretto appoggio e ci vuole gradualità.

Interesse e curiosità hanno suscitato anche gli occhiali stenopeici, ideati per allenare i muscoli dell’occhio e far loro riacquistare l’elasticità che con gli anni perdono, migliorando così molti disturbi visivi.

Non tutti sanno che intorno all’occhio ci sono 5 muscoli che ne permettono la mobilità. E così come alleniamo gli addominali, anche questi muscoli vanno tenuti allenati! I piccoli fori degli occhiali presentanti da Bénfil fanno sì che questi muscoli compiano dei micromovimenti costanti. Anche in questo caso, le parole d’ordine per ottenere risultati positivi sono gradualità e costanza.